Autore Redazione
sabato
25 Luglio 2026
16:00
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Cronaca - Wonderland Eventi - Piemonte

Il MUSarMO di Mombercelli: l’ex carcere diventato un museo d’arte contemporanea – Piemonte da scoprire

“Piemonte da scoprire” è una rubrica a cura di Paolo Ponga
Il MUSarMO di Mombercelli: l’ex carcere diventato un museo d’arte contemporanea – Piemonte da scoprire

Il paese di Mombercelli, immerso nelle dolci colline dell’astigiano colme di noccioli e di vigne che danno un ottimo vino, possiede un museo “unico”: il MUSarMO, Museo Civico di Arte Moderna. Nato nel 1972 per iniziativa del Direttore dei Musei Civici di Asti Caro Caratti e di altri appassionati d’arte, era situato nel centro del paese e l’iniziativa vide subito la partecipazione di autori di spicco del panorama dell’arte piemontese.

Negli anni Novanta del secolo scorso ci fu la svolta: l’amministrazione comunale del piccolo paese immerso fra colline e vigneti decise di effettuare un’importante opera di ristrutturazione dell’ex carcere mandamentale di Mombercelli, un’opera realizzata agli inizi del Novecento su progetto dell’ingegnere torinese Angelo Santoné, al fine di trasformarlo in un vero e proprio museo. La struttura vista esternamente trasmette ancora la solidità del concetto originario, con due piani fuori terra e una torretta di avvistamento centrale che potevano trattenere in otto piccole celle fino a 25 detenuti. Si trattava di uno dei luoghi di detenzione più piccoli d’Italia, riservato a persone in attesa di giudizio o a condannati a pene lievi, fino a un anno di reclusione.

Oggi la situazione è cambiata completamente. Una volta varcato il portone si viene accolti non da truci carcerieri, ma dai sorridenti e preparati volontari del MUSarMO che mantengono agibile, fresca e attiva questa straordinaria iniziativa di recupero. Il piano terra è riservato alle esposizioni temporanee che si susseguono senza sosta e che hanno visto mostre dedicate al pittore torinese Andrea Zanchi, a Jutta Schaefer, a Sergio Unia, Carlo Carosso, Mark Cooper, Stefano Drago e molti altri; il piano superiore invece è quello delle opere stabili del museo, che vengono messe in mostra a rotazione e che nella maggior parte dei casi derivano da donazioni di artisti anche di fama internazionale. All’interno del museo si trova inoltre una biblioteca di 1080 libri dedicati all’arte, dono della famiglia Donat-Cattin.

Superato il lungo ingresso si visitano le sale che donano una strana sensazione, a causa delle porte di ferro con le grate dell’antico carcere; le opere, spesso di stile assai contemporaneo, si amalgamano però bene con le bianche pareti e i soffitti a mattoni, dando un contrasto che cancella l’opprimente destinazione originaria, favorito dalla tanta luce che penetra dalle finestre. Assai particolare la stanza del parlatoio, con una doppia fila di grate in parte apribili dalle guardie carcerarie, a seconda della volontà di contatto fra il visitatore e il detenuto, e i due quadri astratti posti in questo momento nelle due sezioni del locale, così vicine e lontane allo stesso tempo. Al primo piano campeggia un busto di Giuliano Romano raffigurante la Maternità, di fronte a un quadro di Francesco Casorati, figlio del celebre Felice, nonché diverse sculture di Paolo Spinoglio, oltre a Guglielminetti, Vedova, Paolucci e molti altri.

Un consiglio: tenete d’occhio sui social e sui giornali locali le iniziative culturali che si susseguono incessantemente all’interno delle sale del museo, di sicuro ne troverete alcune affascinanti. Mostre d’arte contemporanea, eventi, iniziative culturali e convegni sono pane quotidiano all’interno di questo ambiente così particolare, sempre con la partecipazione della simpatia e cortesia degli organizzatori. Feci anche io una conferenza nelle loro sale, che ricordo con enorme piacere.

MUSarMO
Via Brofferio 24, Mombercelli (AT)
Visite nel weekend in occasione delle mostre, su appuntamento allo 0141 955205, oppure tramite mail musarmo@gmail.it
www.comune.mombercelli.at.it
www.facebook.com/musarmo

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