Autore Redazione
mercoledì
10 Giugno 2026
16:19
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Cronaca - Alessandria

PFAS a Spinetta, i comitati e le associazioni: “Siamo i più monitorati del Piemonte, ma quando saremo tutelati?”

PFAS a Spinetta, i comitati e le associazioni: “Siamo i più monitorati del Piemonte, ma quando saremo tutelati?”

SPINETTA MARENGO – Comitati e associazioni riuniti nel percorso “Ce l’ho nel sangue” tornano a chiedere risposte concrete sul fronte sanitario e ambientale contro i PFAS nell’area di Spinetta Marengo. “Anni di monitoraggi, studi, campionamenti e biomonitoraggi hanno ormai certificato la presenza delle sostanze perfluoroalchiliche nell’ambiente e nelle persone”, evidenziano. Un quadro confermato, sottolineano, anche dagli ultimi dati di Arpa Piemonte richiamati dal sindaco di Alessandria Giorgio Abonante, secondo cui le concentrazioni più elevate di PFAS nell’aria continuano a registrarsi nelle zone più vicine al polo chimico di Spinetta Marengo.

La domanda non è più se l’inquinamento esista o meno, ma cosa si intenda fare adesso”, evidenziano comitati e associazioni. Per i rappresentanti del percorso “Ce l’ho nel sangue”, infatti, continuare a raccogliere dati senza affiancare misure di tutela rappresenterebbe “un gigantesco fallimento politico”.

Nella nota vengono poste una serie di domande alle istituzioni locali, regionali e nazionali. In primo luogo viene chiesta l’attivazione di un piano sanitario dedicato alle persone che hanno scoperto di avere PFAS nel sangue e una presa in carico chiara dei cittadini coinvolti. Sul piano ambientale, invece, viene ribadita la richiesta di arrivare a «zero emissioni» per queste sostanze e di esercitare una maggiore pressione politica sul Governo affinché venga approvata una normativa nazionale che ne vieti o limiti drasticamente l’utilizzo, salvo gli impieghi ritenuti essenziali.

Comitati e associazioni chiedono inoltre che Regione Piemonte, Provincia di Alessandria e Comune si facciano promotori di un confronto diretto con il Ministero dell’Ambiente per portare il caso di Spinetta Marengo all’attenzione del Governo. “Siamo forse tra i soggetti più monitorati del Piemonte – sostengono – ma non riusciamo a essere anche tutelati”. Da qui la critica a quello che viene definito un atteggiamento di “resa” delle istituzioni nei confronti di un problema che continua a preoccupare cittadini e associazioni.

Noi, invece, non ci siamo mai arresi e non lo faremo ora – chiariscono comitati e associazioni riuniti nel percorso “Ce l’ho nel sangue” – Per questo il 25 giugno saremo davanti al Tribunale di Alessandria, in occasione dell’ultima udienza preliminare del procedimento per disastro ambientale a carico dei dirigenti ex Solvay. E invitiamo tutte le istituzioni che in questi anni hanno dichiarato di avere a cuore la salute pubblica a uscire dai loro uffici e a esporsi con la stessa determinazione con cui si espongono cittadini, associazioni e comitati. I monitoraggi hanno fatto il loro lavoro. Adesso tocca alle istituzioni fare il proprio“.

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