Autore Redazione
mercoledì
15 Luglio 2026
05:30
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Cronaca - Piemonte

Crisi idrica in Piemonte, l’allarme di Confartigianato: “A rischio oltre 10 mila imprese. Servono invasi e reti più efficienti”

Crisi idrica in Piemonte, l’allarme di Confartigianato: “A rischio oltre 10 mila imprese. Servono invasi e reti più efficienti”

PIEMONTE – La crisi idrica non rappresenta solo un’emergenza ambientale, ma rischia di avere pesanti ripercussioni anche sul tessuto economico piemontese. A lanciare l’allarme è Confartigianato Imprese Piemonte che, sulla base di un’analisi del proprio Ufficio Studi dedicata alle imprese a più elevato consumo di acqua, evidenzia come nella regione operino oltre 10 mila aziende nei dieci settori più “idro-esigenti”, con 125 mila addetti. Di queste, circa 7 mila sono imprese artigiane, che impiegano complessivamente quasi 28 mila lavoratori, pari al 66,9% delle attività piemontesi appartenenti ai comparti a maggiore utilizzo di risorse idriche.

La situazione desta particolare preoccupazione alla luce della prolungata siccità e delle elevate temperature registrate negli ultimi mesi. Secondo il presidente di Confartigianato Imprese Piemonte, Giorgio Felici, l’eventuale dichiarazione dello stato di emergenza annunciata dalla Regione, in assenza di un miglioramento delle condizioni meteorologiche, potrebbe avere conseguenze significative soprattutto per il comparto manifatturiero e per numerose attività artigiane. Tra queste figurano anche i servizi alla persona, come lavanderie, parrucchieri ed estetisti, realtà che fanno un uso quotidiano e intensivo dell’acqua.

A preoccupare è anche l’efficienza della rete idrica. Secondo i dati elaborati dalla CGIA di Mestre, in Piemonte vengono immessi ogni giorno nelle condotte 359 litri di acqua per abitante, ma 127 litri si perdono lungo la rete, pari al 35,4% del totale distribuito.

Tra i capoluoghi piemontesi, Verbania registra il dato peggiore con il 43% di acqua dispersa, seguita da Novara e Cuneo (31,5%), Biella (30,7%), Alessandria (28,9%), Torino (25,6%), Vercelli (22,2%) e Asti, che presenta la percentuale più contenuta con il 19,2%.

Per Confartigianato è necessario intervenire rapidamente sulle infrastrutture. “Ogni estate si ripropone il problema della crisi idrica – afferma Giorgio Felici Bisogna utilizzare le risorse del PNRR per realizzare nuovi invasi e ammodernare le reti idriche, anziché scaricare responsabilità e disagi su cittadini e imprese con la sola giustificazione del cambiamento climatico. Serve una programmazione concreta per evitare di rincorrere continuamente le emergenze e garantire la continuità delle attività produttive anche in caso di prolungata assenza di precipitazioni”.

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