15 Aprile 2026
10:04
Nei piatti il sonnifero: finta chef dell’alessandrino addormentava i clienti e li derubava
PROVINCIA DI ALESSANDRIA – Si presentava come ‘Francesca’ in un sito di incontri, chef professionista, residente nell’Alessandrino, che millantava la capacità di preparare cene di alto livello a domicilio. Grazie a questa proposta era riuscita, il 6 febbraio, a ottenere il primo appuntamento in casa di un sessantottenne di Venaria Reale, nel torinese, poi Il figlio dell’uomo, non riuscendo ad avere contatti con il papà, aveva dato l’allarme. Nell’abitazione erano così entrati i sanitari che avevano trovato la vittima narcotizzata. Da quel caso era nata così l’indagine dei Carabinieri.
I militari, dopo aver constatato che il pensionato era stato vittima di una rapina da parte di una donna conosciuta su un sito d’incontri che aveva sottratto un prezioso orologio, documenti e carte di credito, hanno ricostruito approfonditamente le ore antecedenti al primo appuntamento. Il primo impulso alle indagini lo ha dato una pentola di spaghetti che gli investigatori hanno trovato appoggiata sul tavolo della cucina e che, analizzata, ha fatto emergere la presenza di tracce di benzodiazepine, lo stesso principio attivo trovato al sessantottenne. È stata questa correlazione, unita al fatto che la donna si vantava di essere una chef di alta categoria, che ha permesso agli investigatori di definire il modus operandi dell’indagata. La raccolta delle telecamere di videosorveglianza della zona e il tracciamento dei pagamenti effettuati in vari esercizi pubblici hanno, inoltre, accertato la complicità del suo compagno nel mettere a segno il colpo. L’analisi dei sistemi di video-sorveglianza da parte degli investigatori ha oltretutto permesso di smentire la posizione della donna che aveva dichiarato di essere affetta da una invalidante malattia. La donna infatti sosteneva di essere costretta in sedie a rotelle, avanzando un’istanza di riconoscimento ufficiale di invalidità permanente, mentre le telecamere l’hanno ripresa fuggire a piedi con la refurtiva. Le perquisizioni domiciliari hanno rafforzato l’impianto accusatorio contro la coppia, 49 anni lei, 63 lui, residente nell’alessandrino. Durante l’operazione i militari hanno rinvenuto oltre 8.000 euro in contanti, farmaci psicotropi, che il compagno si occupava di reperire, i beni sottratti alla vittima e telefoni fittizi intestati a un prestanome per eludere i controlli. Elemento chiave è risultato un manoscritto contenente un vero e proprio elenco mirato di bersagli. La misura della custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura di Ivrea, è stata eseguita i giorni scorsi mentre proseguono gli accertamenti per verificare l’ipotesi che i due abbiano agito colpendo altre vittime.