Cronaca - Alessandria

Caldo sul lavoro: ad Amag Ambiente una app per scongiurare il rischio incidenti, più pause e formazione

ALESSANDRIA – Il caldo sul lavoro è un rischio concreto e misurabile, soprattutto per chi svolge attività all’aperto. È quanto emerso ad Alessandria durante la conferenza stampa “Lavorare con il caldo: conoscere il rischio, prevenire gli effetti”, dedicata alla presentazione dei risultati dell’indagine “Caldo e lavoro”, realizzata nell’ambito del progetto Worklimate 3.0 in AMAG Ambiente. L’incontro si è svolto nella Sala Giunta del Comune di Alessandria e ha permesso di illustrare i dati raccolti tra i lavoratori dell’azienda pubblica, attiva nei servizi ambientali ad Alessandria e nei sobborghi con attività di raccolta, trasporto, smaltimento e valorizzazione dei rifiuti, pulizia stradale e manutenzione del verde.

L’indagine ha coinvolto 130 lavoratori della partecipata del Comune di Alessandria e ha approfondito la percezione, la conoscenza e l’impatto del rischio caldo sui lavoratori e ha incluso una valutazione epidemiologica sui dati aggregati degli infortuni aziendali nel periodo 2020-2025. Tra gli elementi emersi c’è il fatto che il 47% degli infortuni analizzati è avvenuto in condizioni di disagio termico. Il dato conferma, secondo il progetto, il legame tra temperatura, condizioni climatiche e sicurezza. Dall’indagine emerge anche un divario tra percezione e conoscenza effettiva del rischio. Meno del 15% dei lavoratori ha risposto correttamente a tutte le domande sul rischio caldo. Un altro dato riguarda il peso dei costi aziendali complessivi legati agli infortuni, indicato in circa il 50%, e la connessione con cause collegate a condizioni di stress termico. Durante l’incontro sono state richiamate anche alcune misure di prevenzione: pause adeguate, sistemi di allerta, corretta idratazione e interventi organizzativi per ridurre l’esposizione dei lavoratori nei momenti di caldo più intenso.

Tra le novità introdotte spicca una app a disposizione dei dipendenti in grado di monitorare il rischio di lavorare al caldo. Nell’azienda è già in vigore per gli operai al lavoro nelle ore più calde la possibilità di fare una pausa di 15 minuti all’ora. Dalla prossima settimana, inoltre, scatteranno corsi di formazione per i lavoratori, per renderli più consapevoli sui rischi da evitare. Oltre a un rischio cardiovascolare, infatti, il caldo influisce anche su possibili ansie o depressioni. Nel frattempo già negli ultimi tre anni il numero di incidenti sul lavoro provocati dalle temperature è calato: nel 2025 gli infortuni dovuti a queste motivazioni sono stati 25. Negli ultimi cinque anni gli infortuni sul lavoro hanno inciso per 25 mila euro complessivi, con una media di 25 giorni di assenza.

“Il settore ambiente impiega circa l’85% dei propri lavoratori in attività outdoor, rendendo dirimente il percorso di valutazione degli effetti delle condizioni di stress derivanti dall’esposizione a temperature estreme” ha dichiarato Paolo Collini, componente del Cda della Fondazione Rubes Triva. “I dati dimostrano che il rischio climatico è un rischio rilevante e misurabile, anche se spesso non gestito adeguatamente: il 47% degli infortuni analizzati avviene in condizioni di disagio termico, confermando che temperatura e condizioni climatiche incidono direttamente sulla sicurezza”.

“Questo progetto rappresenta un esempio concreto di come la ricerca possa tradursi in strumenti utili per la tutela della salute nei contesti lavorativi” ha spiegato Marinella Bertolotti, direttore del Centro Studi per le Patologie Ambientali DAIRI. “Il nostro lavoro si è concentrato anche sul coordinamento della raccolta dei dati, che hanno consentito di sviluppare il primo studio epidemiologico nazionale sulle variazioni della produttività correlate agli infortuni associati alle temperature estreme e sui relativi costi”.

Il presidente di AMAG Ambiente, Giovanni Berrone, ha sottolineato l’importanza del progetto per rafforzare la prevenzione interna. “La sicurezza delle persone è una priorità per AMAG Ambiente, soprattutto per chi opera ogni giorno all’aperto e nei servizi essenziali per la comunità. Il progetto Worklimate ci offre indicazioni importanti per rafforzare prevenzione, formazione e organizzazione del lavoro, affrontando con maggiore consapevolezza gli effetti del caldo e del cambiamento climatico”.

Sulla stessa linea l’assessore all’Ambiente e al Progresso e Sviluppo sostenibile della città di Alessandria, Daniele Coloris. “La tutela della salute e della sicurezza di chi lavora ogni giorno per la nostra comunità è una priorità assoluta per questa Amministrazione. La presentazione dei risultati del progetto Worklimate 3.0 all’interno di AMAG Ambiente dimostra come la sinergia tra istituzioni e aziende pubbliche locali sia fondamentale per affrontare una sfida globale sempre più urgente: l’impatto dei cambiamenti climatici sul lavoro quotidiano”. L’esponente della giunta Abonante ha ricordato anche il ruolo dell’indagine “Caldo e lavoro”, basata sulla percezione diretta dei lavoratori e sull’analisi epidemiologica degli infortuni dal 2020 al 2025. “Conoscere a fondo il rischio legato alle ondate di calore è il primo, indispensabile passo per fare prevenzione efficace, per tutte quelle attività ad alto impatto fisico e ambientale. Il nostro obiettivo è utilizzare questi dati per definire protocolli e misure d’intervento capaci di mitigare gli effetti del caldo, garantendo la massima sicurezza operativa e dignità ai lavoratori”.

L’iniziativa conferma l’importanza di una cultura della prevenzione basata su conoscenza dei rischi, formazione mirata e collaborazione tra imprese, lavoratori, rappresentanti per la sicurezza e istituzioni. Maggiori informazioni sul progetto e sulle attività di prevenzione sono disponibili su www.worklimate.it.

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