Autore Redazione
mercoledì
20 Giugno 2018
01:38
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Cronaca - Alessandria

Bellesempre#13: “Giuro di dire tutta la verità”

Bellesempre#13: “Giuro di dire tutta la verità”

RADIO GOLD – I momenti di scoramento, la fatica di rialzarsi e di tornare a vedere le cose in maniera positiva. La rubrica “Bellesempre” di questa settimana si sofferma sulle situazioni complicate che si possono affrontare nei percorsi di cura. Milly Tasca è guarita da un tumore al seno diagnosticato a gennaio 2017. Per Radio Gold cura la rubrica settimanale #Bellesempre. Ecco la puntata 14:

Giuro di dire la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità.
Me l’ero prefissato, quando ho iniziato a scrivere. Ho omesso, talvolta. Ho peccato?
La verità è una cosa dura da digerire, e ti si ripropone sempre come la peperonata.
Ho sempre parlato della ‘mia altalena’ psicologica, ma nei momenti molto giù ho preferito semplicemente omettere. Starmene al buio con gli occhi chiusi e pronta a parare la botta, finché non fosse passata.
Un forte conflitto, non mi piace leggere chi si abbatte perché è poco utile e non ne ho bisogno, d’altra parte se decido di scrivere per me, forse ne ho bisogno io di buttare fuori.
Ma scrivere sempre in chiave positiva mi ha aiutato tantissimo, allontanando i momenti no.
In questo periodo, da un paio di settimane, sono psicologicamente in fase calante e come sempre vorrei evitare di parlarne. Ma, per la miseria, proprio io che predico bene posso poi razzolare male?? No!
A mia discolpa vanno un’esperienza traumatica con eco e mammografia e test genetico in pista, e queste sono corde molto sottili da toccare.
Lunedì, apro gli occhi e vado in bagno a far pipì sbirciando il cellulare.
E’ il giorno in cui ho appuntamento a Lugano per un ulteriore test genetico. Un’ansia latente, com’è normale in fase pre esami.
Apro facebook e vedo i saluti ad Antonella, un’altra tripletta che ci ha lasciate. Il nostro gruppo ‘cancro al seno triplo negativo’ sta perdendo tante giovani componenti.
Cerchi di tenere a bada tutto, di non arrabbiarti, di non spaventarti. Tieni, tieni, tieni e poi scoppi, vai a cercare i dettagli, la diagnosi, il percorso, per fare quel solito ‘trova le differenze’ che ti tortura.
Allora chiudo facebook, decido di godermi questa giornata con la mia famiglia dato che approfittando del viaggio decidiamo di farci una gita elvetica nel tempo rimanente concesso dal test.
Apro l’app del telegiornale per vedere le ultime notizie dal mondo là fuori e, oltre alla politica che oramai scorro senza nemmeno guardare, vedo lutti nel mondo dello spettacolo e dello sport, guerre e bombardamenti, massacri in qualche parte del mondo. Decido di chiudere anche lì.
Non ho mai avuto l’atteggiamento dello struzzo, mai. A mio discapito e pagandone sempre care le conseguenze.
Ma qual è la linea di confine tra il ‘sapere senza farsi troppo male’ e il ‘meglio non sapere’? Ammetto che ancora oggi non sono riuscita a trovare una risposta.
E’ deplorevole quanto i media ci stressino solo su notizie negative, mai che ne venga enfatizzata una positiva. Poi c’è la vita reale, per carità, che effettivamente sembra un massacro.
Esiste una sottile linea di demarcazione anche tra il dare buone notizie e dare false speranze, ma l’ago della bilancia oramai è totalmente proteso nella zona negativa!
E noi tutti non abbiamo assolutamente bisogno di sovraccaricarci ulteriormente di buio.
Io sono deformata e lo so, quando ci sono brutte notizie faccio per giorni nella mia mente uno screening su come potrei proteggere chi amo e me stessa… e precipito in un pozzo profondissimo. E mi deprimo.
Di solito aspetto di toccare terra dopo il volo nel precipizio per poi rialzarmi, darmi una spolverata e tornare su.
Di solito coinvolgo giusto mio marito, e le amiche con cui so di poter condividere il mio nero, ma cerco di contagiare il minimo numero indispensabile di persone.
Di solito.
Oggi no, perché non esiste nessun supereroe infallibile e così super da non avere mai momenti di sconforto.

Siamo umani quindi a volte va così, prendono piede le nostre fragilità e non bisogna avere paura nemmeno di mostrarlo.

Sputo il rospo e vado avanti, cercando di bloccare i pensieri prima di farli degenerare (o magari un po’ dopo, ma l’importante è riordinare le idee) e continuando nel mio inno alla vita, che rimane sempre e comunque meravigliosa!
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